AltaRoma: CAMILLO BONA uno stile senza tempo per la primavera – estate 2017

Il mondo in cui viviamo è una realtà segnata da ritmi frenetici che stanno strappando la dimensione umana del tempo dove sembra non basti mai allontanandoci dalla Bellezza da ascoltare, percepire, osservare, visitare o ricordare, ma Camillo Bona ha messo un freno a tutto questo. La sua collezione è un viaggio nel passato nella città dei luoghi della Dolce Vita, dove si respirava il profumo dell’eleganza e densa di quella grande Bellezza dove il tempo era sufficiente.

La sala del Guido Reni si è trasformata in una di quelle delle vecchie atelier, dove le signore romane le trasformavano in sale da the, le modelle sfilavano soffermandosi dinanzi la cliente dandogli la possibilità di ammirare e cogliere le rifiniture che facevano di un semplice capo un abito haute couture: creazioni uniche ed incredibili.

La sua sfilata, infatti, è anche uno “sguardo su Roma, ora così offesa, nell’esigenza di ritornare al bello, anzi di ripensarlo”. Lo stilista dice di avere “negli occhi il ricordo di un passato vissuto e trasmesso dai maestri storici di un tempo in cui l’Alta Moda era nel suo massimo splendore”.

30 capi di uno stile italiano unico che rivelano il lavoro certosino che vuole solo il fatto a mano.

Il Bianco, colore primario della collezione, simbolo del Divino, della Purezza, dell’Eternità del Bello, si unisce ai timidi toni dei rosa, del giallo, del verde acqua e del celeste. Risultato? Una tavolozza di acquerelli che esprime eleganza, femminilità e raffinatezza: tratti distintivi del suo stile.

E’ stata definita “una collezione ieratica bianca, marmorea, dominata dai ritmi dei panneggi e dei plissé che usati sui tessuti pesanti come, le lane lavorate in double e il cachemire, che giocati con i leggerissimi lini, ed i trasparenti chiffon e moltissima raffia, rievocano nelle forme, i giochi di volute circolari che ci riportano alle architetture della Città Divina”.

Silhouttes fluide, dove i virtuosi tagli sartoriali tracciano un’eleganza misurata senza eccessi anche in presenza di trasparenze che non passano inosservate.

Ph Courtesy of AltaRoma

Ogni suo abito è ricco di dettagli e dove la banalità è bandita: pizzo macramè e chantilly sovrapposti a seta stampata o tinta unita, mussole ricamate,  righe, palletes trovano la combinazione giusta come nel cubo di Rubick.

Ph Courtesy of Alta Roma

La donna di Camillo Bona ama il pantalone senza costrizioni, lago e a palazzo, dai tessuti freschi quasi impalpabili come il lino che sembra seta e lo chiffon di seta da indossare con blusa, sottogiacca in pizzo o top che poggia sul primo fianco svelato da una cappa.

…e cosa dire delle vistose collane di perle, coralli e pietre che cingono completamente il collo da cui scendono cascate di fili di perle e di pietra con vistosi medaglioni di Aniello Galderisi…..e le shoes? Sandali in camoscio a stringhe Hazelnut e Primrose Yellow di  Roberto Spinelli.

A chiudere la sfilata non poteva mancare l’abito da sposa rigorosamente bianco dal taglio asimmetrico, più corto davanti e più lungo dietro quel che basta per un accenno di strascico. Una protagonista grintosa, ricercata, sobria, ma esclusiva, così il suo velo creato da circolari di seta fissate nell’acconciatura anni 60.

Ph Courtesy of AltaRoma

Al contrario dell’ospite in prima fila, davanti a me, inquieto, come se stesse per perdere il treno e  irritato dalla “lentezza”  con quale le modelle sfilavano, io mi sono sentita come una di quelle Signore romane di Fellini, dove il tempo è stato un ottimo compagno per riscoprire la Bellezza.

E’ stata una collezione unica, dalla quale emerge come lo stilista esprima il forte desiderio e la speranza che Roma e il mondo possano di nuovo rivestirsi di purezza e nuova bellezza, dove il ricordo lieve e delicato sia un modo per riflettere sul passato e sia una stimolo per costruire il presente…..

…ancora qualche scatto e bye, byeeee!!!!

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