AltaRoma 2016: RANI ZAKHEM

 

In ritardo come al solito, ma questa volta colpa del navigatore che mi comunica “destinazione raggiunta” sulla circonvallazione Tiburtina. Con i nervi saldi raggiungo, finalmente, quasi tempo limite massimo, l’Ex Dogana precipito nella sala e tutta la tensione svanisce…le luci, la passerella effetto specchio, i fotografi, ospiti in prima fila che attendono, tutto pronto!!! Si abbassano le luci ed ecco le prime gambe di un metro e mezzo che avanzano a ritmo di musica e ci porgono, come su un piatto d’argento, i primi bagliori dello stilista libanese Rani Zakhem.

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Abiti ispirati ai gioielli dei Maharaja indiani della fine dell’Ottocento e zarine russe, infatti sembrano delle vere e proprie parure rubate alle principesse moderne che egli stesso ama vestire,  impreziositi non solo da gemme adagiate su tulle rebrodè, ma da dentelle e mussole fatte a mano, velluti in seta ametista dai colori intensi.

 

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…e poi il gran finale che tutti aspettano, sopratutto noi sognatrici… l’abito da sposa

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Un’esplosione di luccichii in zone predefinite su cui focalizzare l’attenzione, trasparenze che alleggeriscono e rendono seducente la figura, ma con rigore, sottolineato dalle spalline che conferiscono ancor di più, come delle medaglie al valore, autorità e autorevolezza alla sposa.

Folgorata da tanto splendore vado in estasi, tanto che potevano sfilarmi anche un paio di Louboutin dai piedi senza che me ne accorgessi!!!

…..non soddisfatta, a fine sfilata mi introduco nel backstage. Il luogo che più emoziona non solo perché si respira un’atmosfera che chi solo ha la passione per la moda può capire , ma sopratutto perché puoi osservare e accarezzare ogni capo al cui tatto sembra avere un’anima.

 

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Nonostante qualche pelliccia di troppo, i dettagli, i tessuti, i colori non fanno altro che amplificare le mie sensazioni e confermare che gli abiti sono dei veri e propri gioielli che ogni donna vorrebbe ricevere e indossare almeno una volta nella sua vita.

…beh che dire…come inizio non è niente male!!!

 

 

2 commenti su “AltaRoma 2016: RANI ZAKHEM

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