ADDY VAN DEN KROMMENACKER e SABRINA PERSECHINO un connubio perfetto!

Una Data 09 Luglio 2016 due sfilate straordinarie, di due artisti prima di tutto e stilisti poi: Addy Van Den Krommenacker e Sabrina Persechino. Un uomo e una donna, lui olandese, lei italianissima, di Cassino. La residenza dell’ambasciatore dei Paesi Bassi e il The Church Palace sono gli scenari dove si sono svolte le rappresentazioni. Due location in contrapposizione tra loro che rispecchiano lo stile dei due stilisti, la prima ricercata, storica, immersa nel verde e che emana autorità, la seconda un suggestivo e raffinato Hotel ospitato in un edificio storico di ispirazione Rinascimentale, ma con un restyling architettonico curato dalla stilista  (da prendere in considerazione per un eventuale soggiorno romano).

Ph Courtesy Google and The Church Palace Resort
Ph Courtesy Monteinferno

La collezione di Van Den Krommenacker è un omaggio all’opera di Hieronymus Bosch, celebre artista fiamminco scomparso 500 anni fa,  “Il trittico del giardino delle delizie’. Nella sua reinterpretazione lo stilista, nonostante abbia rimosso dalle stampe le figure più inquietanti per mettere in risalto solo gli elementi positivi, ha rispettato la sequenza dell’opera suddividendo la sfilata in tre momenti.

E’ il verde a rappresentare il paradiso terrestre, la creazione di Adamo ed Eva. Abiti di organza stampata e chiffon che  simboleggiano la parte naturale delle donne.

Nella seconda sezione sono il blu, il celeste e il bianco che raffigurano gli episodi che si svolgono nel pannello centrale del dipinto: cavalieri nudi che cavalcano animali fantastici e terrestri attorno alla fontana della giovinezza, donne che hanno sul capo corvi, pavoni che si bagnano in una fontana e tanto ancora… A rendere ancora più unici questi abiti è l’uso di tessuti particolari come il broccato realizzato con materiale chiamato “filo pesca”.

Ph Courtesy Bigodino …scatto che ha immortalato anche me

 

Ph Courtesy Google….anche in questo ci sono io e la mia amica Grazia Maietta

Ph Courtesy Bigodino …e in questo con la mia amica e collega Rita Paola Maietta

Dal romanticismo femminile passiamo all’essenza del genere femminile, nonchè al terzo ed ultimo pannello, al luogo in cui si consumano i peccati mortali: l’inferno. Abiti dai tessuti ariosi, leggerissime trasparenze con piume, tulle e pizzo rendono la donna più sensuale.

Ph Courtesy Bigodino …sono anche qui

La mia attenzione è stata catturata dalla parte inferiore di questo abito: petali di organza in seta dalle sfumature del rosso creano ombre, un leggero movimento, come se fosse animata, dando l’illusione di essere in 3d .                                     

Oltre a questi abiti,Addy van den Krommenacker ha presentato anche tre scialli in prezioso chiffon di seta italiana legati ai tre temi della sfilata Foresta (la creazione – primo pannello), Cielo (vari episodi – secondo pannello) ed Essential (l’inferno – terzo pannello).

e ora passiamo a Sabrina Persechino, la donna dalla doppia anima: un architetto, prima ancora che una stilista, e questo viene fuori ad ogni sua collezione come parte intrinseca del suo operato.

 

Monotona è il titolo della collezione ispirata al concetto di funzione, monotona in matematica è una funzione che mantiene l’ordinamento tra insiemi ordinati. La ricerca estatica di Sabrina Persechino parte dal non-colore per eccellenza dove la palette di colori è crescente e poi decrescente. Cresce con insiemi cromatici che si aggiungono pian piano al nero, decresce fino ad arrivare al bianco (con ramage argentei) passando per diverse tonalità di grigio.

 

Ph Cortesy Google
Ph Courtesy Google
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Le linee semplici ed essenziali, degli abiti, esaltano i tessuti pregiati, dal cachemire, al  faille, dal tasmanie a pelle lamé. Di questa essenzialità è intrisa Mono Tona: gli abiti hanno quasi un sofisticato rigore, evidente espressione di eleganza formale, di ordine compositivo, raffinatezza ed equilibrio fra le parti.

Molto belli gli abiti paillettes nelle cui maniche troviamo riferimenti ai kimoni orientali.

Ottima la scelta del non-colore che diventa l’elemento chiave per la strutturazione degli abiti.

Dalla collezione è emerso come il must have per l’autunno e inverno sia la tuta, un capo da indossare h24: “È’ il mio indumento preferito – spiega Sabrina in una sua dichiarazione – la tuta esprime sempre energia e dinamismo”. Non a caso ne indossava una nera con una scollatura vertiginosa, fermata in vita da una fibbia di cristalli. Che eleganza!

Ph Cortesy by D-Art

Infine l’abito per eccellenza: quello da sposa. Delicato, quasi fragile, raffinato, il velo sull’orlo ha un accenno di ricamo, ma a renderlo ancora più unico è la cloche che incornicia il capo e conferisce eleganza e grazia.

 

“Less is More” è la formula delle sue creazioni, direi vincente che rende questa collezione veramente unica. Sì, perché i suoi abiti, a differenza di quelli di Addy Van Den Krommenacker, sono outfit per tutte le occasioni, basti pensare a come la stilista ha dato valore ai pantaloni aderenti abbinandoli con top e giacche kimono, un vero toccasana per chi vuole nascondere linee curvy.

Da una parte abbiamo quadri, linee fiabesche, dolci, colori, tessuti leggiadri che quasi accarezzano le silhuette donandole movimento e frivolezza, dall’altra linee rette e, come uno sculture, la stilista scolpisce linee rette, pulite, eleganti ed essenziali.

Una foresta in giardino, una sfilata, un’opera d’arte dove il giardino della residenza  ha fatto “solo” da cornice e gli abiti le creature animate. Una scenografia ricercata, composta, minimale e seppur austera, per i suoi colori che virano dal nero al bianco, passando per il grigio, ha saputo valorizzare i volumi e le superfici degli abiti e scaldato e colorato gli animi di chi era presente.

Un connubbio perfetto che ha reso il 9 Luglio 2016 una data memorabile.

…  e Voi cosa ne pensate? Qual’è il Vostro preferito?

Ph Courtesy by Google

 

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